Ridurre i consumi energetici



irrinunciabile per arginare il cosiddetto effetto serra ed i suoi ben noti
danni sull’ambiente. Molti governi hanno introdotto, o stanno introducendo,
norme sempre più restrittive per rispettare gli accordi di Kyoto del 1997 sulla
riduzione entro il 2008/ 2012 delle emissioni dei gas serra in misura del 5,2%.
Come noto, gli edifici contribuiscono al disastro ambientale con una percentuale
stimata tra il 30 e il 50% sul totale delle emissioni di CO2. Sia per gli
edifici esistenti che per quelli di nuova costruzione, si impone quindi un’attenta
analisi che deve assolutamente tener conto di tutte le energie in gioco. Tra
queste figurano quelle per la produzione di tutti i materiali previsti per il trasporto,
il montaggio e la realizzazione in cantiere, la gestione dell’edificio e la
sua distruzione e rigenerazione, e per il reinserimento dei materiali in nuovi
cicli produttivi.
Nel prossimo futuro i costi ambientali globali di un edificio saranno inseriti
nella contabilità privata e pubblica ed il consumo energetico di gestione, soprattutto
per il riscaldamento, rappresenterà un fondamentale parametro di
valutazione. Un parametro in grado di determinare, da un lato una possibile
perdita di valore per immobili tradizionali grandi consumatori di energie, e
dall’altro, un innalzamento della quotazione per gli edifici a basso consumo
energetico.
In questa nuova ottica diventa quindi decisivo aumentare significativamente,
rispetto agli abituali standard italiani, la capacità di isolamento
termico.