Che impianto vorreste installare a casa vostra?









Risultati


  
 

Apparecchi per il riscaldamento domestico a legna

PDFStampaE-mail


La principale distinzione tra gli apparecchi di combustione a legna riguarda
la struttura del focolare che può essere:
• aperto, ovvero senza alcuna chiusura della bocca
• chiuso, con ante o portelli a chiusura della bocca, capaci di resistere alle
alte temperature.
Vanno considerati a focolare aperto tutti gli apparecchi in cui i portelli
hanno prevalente funzione di parascintille e possono funzionare regolarmente
anche ad ante aperte.
Sono invece apparecchi a focolare chiuso quelli in cui la delimitazione
del focolare ha il significato di separare nettamente il flusso di aria necessario
alla combustione (proveniente dall’esterno attraverso la presa d’aria),
da quello dell’ambiente interno. In questo caso, pur mantenendosi la vista
del fuoco, si raggiunge un notevole miglioramento del rendimento dell’apparecchio,
evitando che l’aria calda dell’ambiente interno venga dispersa
attraverso la canna fumaria. Per questi ultimi apparecchi l’apertura delle
ante in vetro durante il funzionamento è consentita solo per il rifornimento
di combustibile. Rispetto alla frequenza con la quale vengono usati, gli impianti a legna per il
riscaldamento domestico si distinguono in impianti continui, se il calore viene
prodotto e distribuito in maniera costante e regolare per tutto il periodo del
riscaldamento, e in impianti discontinui o intermittenti, se il calore viene
utilizzato in modo irregolare e/o per periodi saltuari.
In base alla modalità di utilizzo, gli impianti di riscaldamento a legna possono
assumere tre fondamentali denominazioni:
• Principali, se soddisfano da soli il fabbisogno di riscaldamento (ed eventualmente
di acqua calda sanitaria) di una unità immobiliare o di un edificio.
• Integrativi, se funzionano come supplemento (in aggiunta) o in parallelo
(insieme) con altri apparecchi di combustione (ad esempio con caldaie che
utilizzano altri tipi di combustibile). In questo caso, di solito, esistono dispo-
sitivi automatici che permettono all’impianto di prelevare calore da uno o più
apparecchi secondo il fabbisogno.
• Di supplenza o di emergenza, se funzionano nelle mezze stagioni per
compensare deboli abbassamenti della temperatura interna (cioè quando
sarebbe poco pratico o poco economico ricorrere al sistema principale), o
nei periodi più freddi per aumentare il riscaldamento prodotto dall’impianto
principale e neutralizzarne eventuali insufficienze momentanee.
L’evoluzione delle tecnologie nel settore della fumisteria si è arricchito, in
questi ultimi tempi, di alcuni strumenti importantissimi che stanno assumendo
una straordinaria importanza nell’evoluzione del tradizionale sistema di riscaldamento
a legna attraverso il camino. Infatti è possibile, come è illustrato di
seguito, aumentare il rendimento di un caminetto tradizionale aperto, che è
del 25%, a oltre il 70%.
Sono diversi i sistemi che permettono di raggiungere questi risultati ottimali
sia dal punto di vista dei rendimenti che dei consumi. Se ne indicano tre:
Trasformare un tradizionale caminetto aperto in un caminetto termico
mediante un’apparecchio detto caminetto-stufa
In questo modo si trasforma il camino tradizionale in un camino chiuso, lasciandone
inalterata la struttura esistente e sfruttando non solo la funzionalità ritrovata ma la
potenza termica che questo può cedere all’ambiente.
La caratteristica di questi camini, altamente innovativi, è che la camera di combustione,
realizzata completamente in ghisa, permette di unire una grande stabilità ad un
rapido accumulo di calore, fondamentale per lo scambio termico e quindi per la resa
calorica ceduta all’ambiente.
La porta di chiusura, realizzata con vetro ceramico, garantisce un’ottima tenuta termica
ed un’alta sicurezza di funzionamento.
Infine la doppia combustione permette la riaccensione dei fumi o gas incombusti
ottenendo due importanti risultati contemporaneamente: l’aumento del rendimento di
combustione in caldaia e la diminuzione dell’emissione di monossido di carbonio in ambiente
che permette di ottenere alti rendimenti coniugati con bassi consumi.
Trasformare il vecchio camino
in un vero e proprio impianto di riscaldamento ecologico
Grazie alla doppia combustione, che ne aumenta il rendimento termico, e a un adeguato
sistema di canalizzazione dell’aria, che ne può diffondere l’efficacia termica anche
in un’abitazione di oltre 90 m2, il camino diventa un impianto termico. Questa apparecchiatura
è inseribile anche in camini preesistenti, e permette di regolare i fumi e i consumi
senza dover intervenire sulle strutture murarie.
Questi caminetti utilizzano l’aria come fluido termovettore e sono formati da una
camera di combustione completamente in ghisa con chiusura in vetro ceramico.
Utilizzare un caminetto-caldaia per agire in supporto
al tradizionale sistema di riscaldamento domestico
L’acqua calda prodotta che può essere utilizzata nel medesimo sistema di riscaldamento
mediante termosifoni.
Il caminetto-caldaia oltre a riscaldare i radiatori di tutta la casa, a produrre acqua
calda e ad avere un elevata rapidità di risposta termica non rinuncia alla tradizionale
visione della fiamma come nel più classico dei camini.
Tale tecnologia può a tutti gli effetti sostituire un impianto di riscaldamento tradizionale
con indubbi vantaggi per l’ambiente, per i consumi e per gli eccezionale rendimenti
che raggiungono l’80%.

 

Indietro
Su